Dottor Cannabis vince ancora

Queste sono le buone notizie che vogliamo leggere!

Dopo che i media hanno gridato ad alta voce in lungo e in largo al sequestro di canapa del Dottor Cannabis, finalmente, ecco il dissequestro della famosa “droga” del Dottor Cinquini!

La cannabis coltivata in quel di Camaiore è canapa industriale che non supera la soglia dello 0,6% di THC, come stabilisce la legge della canapa 242/16 a tutela degli agricoltori. Infatti, Lucia, la moglie di Fabrizio è agricoltore con partita IVA e quindi autorizzata a coltivare canapa industriale nei limiti consentiti dalla legge.

Se è vero che sono stati sequestrati molti campi e chiusi molti negozi dalle forze dell’ordine negli ultimi mesi, è anche a causa della disinformazione di coloro che hanno avviato attività nella speranza di arricchirsi con l’oro verde e diventare milionari… tuttavia la maggior parte di questi “imprenditori” non si è mai letta una legge, mai informata, mai fatta tutelare da persone competenti.

Fabrizio Cinquini è un attore attivo nel settore della Cannabis da oltre vent’anni, e l’avvocato Zaina, che lo ha sostenuto nelle ultime accuse, è esperto in accuse e risoluzione di problemi riguardanti la 309.

Fare attivismo in maniera intelligente è l’unico modo per contrastare l’ignoranza che regna.

Non saranno le parate di fumatori a scuotere le coscienze dei governi, ma casi come questi, che creano continuamente dei precedenti ai quali ci si potrà appigliare nei processi futuri.

Più canapa per tutti, per un mondo migliore 💚

Differenze tra olio CBD full spectrum e olio CBD isolato

Visto che in molti non sanno quale sia la differenza, molti cercano olio senza tracce di THC e molti ancora non conoscono l’esistenza dei due estratti, ho deciso di scrivere due righe a riguardo per fare un po’ di chiarezza.

In commercio possiamo trovare due tipi di Olio al CBD: uno viene denominato Full Spectrum e l’altro solitamente è chiamato semplicemente olio di CBD, senza specificare la parola isolato vicino al nome.

L’olio di CBD full spectrum è sicuramente quello più efficace. Contiene tutti i cannabinoidi presenti nella pianta quali CBG, CBN, CBC,… oltre a piccolissime parti di THC, che non superano mai lo 0,1% (il limite del THC in Italia per quanto riguarda il commercio è stabilito a 0,5% di THC anche se non esiste ancora una vera e propria legge che lo stabilisca) che combinati insieme aumentano l’effetto del CBD.
Il risultato della combinazione fra tutte le sostanze contenute nella cannabis è chiamato effetto entourage; è dimostrato da numerosi studi scientifici che può modificare significativamente l’azione dei principali principi attivi, migliorandone l’azione e riducendo al minimo i possibili effetti collaterali.

Ci sono alcune circostanze in cui però in cui l’idea di assumere THC proprio non va giù. Può essere nel caso in cui sia un animale a dover assumere l’olio, oppure un bambino. Come dicevo, i livelli di THC presenti in queste estrazioni di solito sono talmente bassi da non avere alcuna reazione sul corpo umano. Per evitare però l’ansia che alcuni provano al pensiero di assumere THC, si può ricorrere all’Olio di CBD isolato.
Quest’ultimo normalmente è creato con i cristalli puri di CBD disciolti nell’olio e non contiene alcuna traccia di THC.

Il sapore in entrambi i casi è un po’ forte e potrebbe risultare a volte amaro, a volte piccante, a seconda del produttore.
Di solito i cristalli vengono disciolti in oli vergini di canapa, di oliva, di cocco, ecc,…
A mio parere, quelli in olio extra vergine di oliva sono ottimi e forse i più resistenti. L’olio di canapa è molto delicato e si irrancidisce facilmente; deve essere tenuto in luogo fresco e asciutto, all’ombra da raggi del sole e da qualsiasi fonte di calore. Se dovesse essere esposto al sole diretto anche solo per poco tempo potrebbe creare infatti uno spiacevole sapore.
Negli ultimi tempi sono stati prodotti un sacco di varianti agli oli tradizionali proprio per ovviare al sapore forte e persistente dell’estratto. In commercio possiamo infatti trovarne diversi aromatizzati al limone o alla menta.

Laboratori di analisi THC chiusi ai coltivatori

Per la serie: cose strane che accadono la mattina quando esci di casa per confrontarti con il mondo e non sai come spiegartele.
Oggi mi sono recata al laboratorio chimico, biologico e microbiologico della Valle d’Aosta. Si tratta di un centro che si occupa principalmente di analisi di alimenti ed acqua destinate all’uso umano, del monitoraggio della qualità dell’aria e di quello dell’inquinamento acustico. Naturalmente questi laboratori collaborano anche con USL e forze dell’ordine, come NAS e carabinieri della forestale, per effettuare analisi.
Chiunque abbia già avviato in vita sua una qualsiasi attività aperta al pubblico li conosce bene perché sa di doversi recare regolarmente, ogni due anni, presso di loro, con un campione di acqua, per verificarne la potabilità e l’eventuale presenza di metalli.
Chiunque si occupi di canapa ne ha già sentito parlare in quanto sono gli unici che possono fornire un responso documentabile e comunicare l’esatta percentuale di contenuto di THC, per sapere appunto se si tratta di erba “light” oppure no.
Il limite stabilito per la canapa industriale in campo, e quindi al quale fa riferimento l’agricoltore senza incorrere in sanzioni penali, è lo 0,6% di THC come stabilisce la legge 242/2016. Quello per i commercianti sarebbe lo 0,5%, stabilito dalla Corte di Cassazione e dalla tossicologia forense nella circolare del Ministero dell’Interno del 31 luglio 2018, ammesso che vi fosse una legge vera e propria.
Arrivo al punto senza stare a dilungarmi sulle ridicole differenze di 0,01 punti percentuali e gli innumerevoli risvolti positivi ai quali potrebbe portare una legalizzazione.

Mi presento all’accettazione con il mio campioncino di cannabis trasformata in polline e, dopo aver presentato la mia richiesta, vengo informata che le analisi di dosaggio di sostanza drogante presente nella canapa, cosa che l’anno scorso veniva effettuata regolarmente anche da privati, produttori e coltivatori, quest’anno non può più essere effettuata.
Visto che il laboratorio collabora con forze dell’ordine che vanno a caccia di pseudo Pablo Escobar valdostani, non è più possibile per loro effettuare analisi ad un privato perchè si tratterebbe di un conflitto di competenze…

Sinceramente la prima domanda che mi pongo è… qualcuno sa spiegarmi dove si trova il conflitto?
Se le forze dell’ordine facessero le analisi nello stesso laboratorio dove le faccio già io, non sarebbe meglio?
Sicuramente non si tratta né di un regolamento, né di un’ordinanza, ma credo piuttosto di una scelta politica del singolo laboratorio.
La soluzione comunque c’è sempre: cambiare laboratorio!
Esistono molti laboratori che lavorano anche per corrispondenza, ai quali basta spedire un campione ottenendo l’esito direttamente per email in pochi giorni.

Bè mi piacerebbe sapere la vostra opinione e sapere se anche il laboratorio della vostra città ha adottato questa politica.

E piantiamola!!!

Basta con tutto questo pregiudizio, non ho mai fatto la spacciatrice, ne’ mai la farò, al contrario di quello che dicono i giornali, la categoria dei negozi di canapa, Hemp Shop, Canapai, Grow Shop, Canapa Shop,… o come li vogliate chiamare.

Ho venduto prodotti naturali, utili alla salute e che soprattutto non hanno controindicazioni o effetti collaterali. Non creano dipendenza, non fanno male e vengono direttamente dalla nostra madre terra

Questa è la mia storia: la storia di come ho conosciuto la canapa e come ho aperto il mio negozio, tra varie difficoltà ed ostacoli, episodi divertenti, ma anche incontri di persone.
Sì, perché le storie sono fatte di persone, e tutte quelle che ho incontrato io non ho ancora smesso di ringraziarle.

Questo è il mio grande modo per dire grazie al mondo della canapa:
“Questo pazzo Cannabusiness”.

Lo trovate a Massa da Libri in Armonia o nei migliori Grow Shop e Canapa Shop d’Italia.
Ecco qui l’elenco completo
Magica Italia Guida ai negozi

Extracannabis Med

Alla lunga lista di persone fantastiche che il mondo della canapa mi ha permesso di incontrare si aggiunge un’altra interessante conoscenza.
Ho conosciuto il Dott. Garzella Roberto, ricercatore medico scientifico di Pisa.

Mi ha contattato questa mattina, telefonicamente, incuriosito dalla lettura del mio libro “Questo pazzo cannabusiness”, fatto che mi lusinga sempre molto.
Roberto è un medico che ha passato la sua vita a fare ricerca e non solo.
Proprio al telefono mi ha raccontato dell’estrazione che ha messo a punto e della quale si occupa da diversi anni, dal 2010 circa, e che ha presentato ad un congresso a Barcellona nel 2017.
Extracannabis MedTM è il nome di questo concentrato che contiene gli oltre 600 principi attivi presenti nelle infiorescenze femminili della cannabis medicinale indica/sativa. Da dati documentati con foto e testimonianze, si può vedere l’effetto che il fitocomplesso sublinguale ha sul paziente.
Ricordiamo sempre e comunque che, prima di qualsiasi assunzione, è consigliabile consultare il medico di fiducia o un medico esperto. In Italia sono ormai sempre di più il numero di medici che si documentano, studiano e prescrivono Cannabis Terapeutica.

“L’obiettivo della ricerca è di avere il coraggio di andare oltre ogni limite precostituito, sempre guidati dalla razionalità nel seguire l’intuizione per superare gli ostacoli che ci separano dalla meta stabilita. Con Extracannabis MedTM crediamo di averlo raggiunto in quanto è un prodotto innovativo ad un costo contenuto che lo rende socialmente accessibile. La terapia non convenzionale risponde al bisogno sempre più pressante dei pazienti di migliorare la qualità della vita e la loro autonomia, al di la del fatto che soffrano di patologie rare o comuni…” dice il Centro di Ricerca Medica Heliopolis.
Per qualsiasi ulteriore informazione a riguardo potete consultare il sito www.ricercamedica.com o inviare una mail a info@ricercamedica.com.
Gli addetti ai lavori invece possono scaricare direttamente il fascicolo di ricerca cliccando qui.

Corso di coltivazione Canapuglia

Girovagando su Facebook mi è capitata sotto gli occhi la locandina del corso che Canapuglia organizza a Conversano in provincia di Bari.
Il corso si svolge in un unica mattinata, 4h, full immersion.
La lezione di Claudio Natile, il docente, che conosco ormai da diversi anni, non è mai noiosa.
Con la sua simpatia riesce a tenere alta la soglia dell’attenzione per tutto il tempo necessario ad assimilare tutti i concetti essenziali che contraddistinguono la coltura della pianta: la sua storia, la sua morfologia, il terreno necessario alla sua crescita ottimale, le varietà disponibili, le disposizioni di legge attualmente in vigore, gli utilizzi che possono aversi in seguito (dove potrete scoprire non essere solo relegati alle infiorescenze) e molte altre importanti informazioni.

Durante il corso potrete avere l’occasione di incontrare altre persone, che come voi, sono interessate a realizzare un’idea o un progetto oppure sono semplicemente curiose e vogliono approfondire la loro conoscenza.
La condivisione delle esperienze e delle opinioni è un passaggio molto importante per poter crescere professionalmente e personalmente, senza considerare che aggiornamento costante e formazione permettono, a chi ha un’attività commerciale, di poter soddisfare le esigenze e l’interesse di tutti i clienti.

Le prossime date previste sono le giornate del 9 – 16 – 23 o 30 Novembre 2019.
Per partecipare è sufficiente compilare un modulo di registrazione che potete richiedere direttamente inviando una mail a formazione@canapuglia.it oppure andare sul sito www.canapuglia.it

Mr Flower la canapa da Avellino

Ho conosciuto (virtualmente) i proprietari di MR Flower, un marchio di produzione della cosiddetta “canapa light” che ha riscosso tanto successo lo scorso anno e che è stata molto diffamata in questo ultimo anno.
Come racconto più volte nel mio libro, sebbene il 2018 sia stato il vero e proprio anno della canapa, il 2019 è stato l’anno dove tutto il lavoro fino a qui svolto è stato messo in discussione dalla politica, dalle istituzioni, dalle leggi, dai mass media…

MR Flower si trova in provincia di Avellino, a Monteforte Irpino.
Nasce in un’azienda agricola a gestione familiare, che opera da decenni nel settore della frutta secca, e nello specifico, nella produzione di nocciole.
Qualche anno fa, uno dei membri della famiglia, Roberto Criscitiello, mosso dalla voglia di ricercare una coltura che potesse essere affiancata alle nocciole, scopre il mondo della canapa, che subito lo appassiona.
Frequenta così un corso di coltivazione di questa pianta, cominciando a fare diverse sperimentazioni su di essa.
Due anni fa Roberto dà vita a MR Flower, cominciando a vendere le sue infiorescenze all’ingrosso e arrivando ad oggi ad essere presente col suo brand nei principali Grow Shop della zona. 

MR Flower nasce dall’unione delle iniziali dei titolari: M di Matteo (padre) e R di Roberto (figlio).
Il logo di MR Flower prende vita dalla voglia di rendere riconoscibile il luogo di provenienza delle infiorescenze. Il lupo è infatti il simbolo della città di Avellino, e i suoi colori sono appunto il bianco e il verde, che verranno poi ripresi anche nel packaging delle infiorescenze.

Sia il logo, sia la grafica, sia il packaging finale sono stati creati e disegnati da Roberto.
Il messaggio che MR Flower vuole trasmettere è che con impegno e determinazione si possono raggiungere grandi risultati.

E’ fondamentale non perdere di vista l’obiettivo, nonostante i tanti ostacoli” mi dice Roberto e continua “Nonostante noi, come tutti gli attori coinvolti nel settore della canapa, siamo un po’ demoralizzati dalla situazione legislativa italiana, speriamo che venga fatta chiarezza in merito al più presto, per non vanificare tutti i sacrifici fatti fino ad ora.
Dai nostri clienti, ci aspettiamo che continuino a scegliere MR Flower come hanno fatto fin ora, perché è innanzitutto grazie a loro se tutto ciò ha motivo di esistere”

Matteo e Roberto credono molto nelle potenzialità del CBD e nelle sue più svariate applicazioni. Anche se è ancora un tabù, hanno avuto modo di avere dimostrazioni pratiche della sua efficacia e sperano che venga fatta più informazione a  riguardo in quanto le persone che ne potrebbero trarre beneficio sono moltissime.

Spero di poterli incontrare di persona al prossimo evento, magari a Milano Canapa Expo! Chi lo sà!
Intanto vi lascio i contatti per trovare i prodotti di MR Flower

Facebook : @MRflower7

Instagram: _mrflower_

L’olio di canapa alimentare

Conosci già le straordinarie proprietà dell’olio di canapa?

Si ottiene dalla spremitura a freddo dei semi di canapa.

È un olio vegetale ricco in acidi grassi essenziali con proprietà antiossidanti, immunomodulanti e antinfiammatorie.

Colore verde e odore poco marcato con un sapore che ricorda le nocciole.

Per questa ragione è utilizzato per condire insalate, cereali, zuppe, ecc.. al posto o a fianco dell’olio extravergine di oliva. 

Va usato esclusivamente a crudo per non disperdere nessuna delle sue proprietà.

Come olio di pesce e olio di semi di lino, l’olio di canapa è una delle poche fonti vegetali di acido alfa linolenico noto per il suo ottimale equilibrio tra omega-3 e omega-6: nessun altro alimento in natura è in grado di garantire una proporzione 3:1, rapporto raccomandato dalle ricerche mediche e dalle più avanzate teorie nutrizioniste.

Nell’olio di canapa sono presenti anche quantità significative di amminoacidi, essenziali al corretto funzionamento dell’organismo; numerose vitamine, tra cui A, E, B1, B2, PP, C; sali minerali come ferro, calcio, magnesio, potassio, fosforo; fitosterolie cannabinoidi (specialmente CBD, Cannabidiolo) che secondo le più recenti acquisizioni medico-scientifiche hanno un’importante funzione di modulazione per quanto riguarda il sistema immunitario e le funzioni cognitive.

Il livello di THC (tetraidrocannabinolo), il principio attivo stupefacente della canapa, è pressoché inesistente: meno di una parte per milione.

Va usato come normale condimento o assunto tutti i giorni nella misura di un cucchiaio a stomaco vuoto per regolare le normali funzioni di digestione e di difese immunitarie.

Non è vero niente!

LA CANAPA NON E’ ILLEGALE!

Una delle peggiori rovine di questo settore sono stati proprio i “giornalisti” che, per accaparrarsi più like e visualizzazioni, hanno condiviso articoli dai titoli peggiori e sconvolgenti, in modo da catturare l’attenzione dei lettori.

Ricordo un articolo del Corriere della Sera dove la canapa alimentare veniva paragonata a quella con THC, accusando prodotti venduti normalmente in Bottega, come pasta e biscotti, di avere effetti psicoattivi ed allucinogeni e di essere pericolosi per la salute.

Un articolo che diceva chiaramente il falso, una valanga di informazioni non corrette sparate su una testata giornalistica piuttosto diffusa in Italia, volte a creare solamente più confusione ed allarmismo inutili, di quelli che erano già presenti.

Di seguito vi riporto il link delle pericolose illazioni : Corriere della sera – Mangiare dolci alla cannabis è più pericoloso che fumarla.

La gara all’articolo più bello e più lungo o dettagliato sui sequestri avvenuti nei vari negozi di colleghi sparsi in Italia e cominciata a Maggio ancora adesso non si arresta.

Ma nessuno si presta poi veramente ad informare anche del dissequestro di questi:

TUTTI I NEGOZI DI CANAPA SONO ANCORA APERTI,

nessun sequestro li ha fatti chiudere, se non per qualche giorno, a differenza di come è stato scritto durante tutta l’estate.

TUTTI I SEQUESTRI HANNO AVUTO UN CONSEGUENTE DISSEQUESTRO PRESSOCHE’ IMMEDIATO ANCHE SE NESSUNO LO SCRIVE!!!

Non solo fumo

Non solo fumo in Bottega!

La canapa non è solo infiorescenze, hash e prodotti da fumo.

La canapa è un mondo pazzesco dove non si butta via niente, dove ogni risorsa è sostenibile ed ecologica, non inquinante e utile.

In Italia, negli anni ’50, eravamo campioni di produzione per canapa da fibra. Il tessuto di canapa è termoregolatore, come il lino, caldo d’inverno e fresco d’estate.

Poi successe che qualcuno scoprì il petrolio, e a favore di questa nuova risorsa, vennero raccontate enormi bugie sulla canapa. Talmente tante e ogni giorno, che le persone cominciarono a crederle veritiere e ad avere paura di questa pianta.

Le coltivazioni vennero abbandonate e la canapa mai più seminata. 

Il petrolio costava meno, aveva bisogno di meno manodopera creando così profitti più alti per i produttori.

Solo negli ultimi anni ci si accorge che il petrolio inquina, che sta rovinando la nostra amata terra. E così diversi anni fa, qualche anziano contadino ricomincia a coltivare la canapa. Dopo circa vent’anni, le aziende produttrici di canapa sono quadruplicate, ma in Italia danno fastidio, e quindi è ricominciata la demonizzazione della pianta.

La lavorazione della fibra è quasi scomparsa ormai a causa della faticosa manodopera che necessita, ma soprattutto a causa dell’interruzione di questa pratica che non ha permesso all’industria di farla evolvere gradualmente.

Qualcuno studia imperterrito per riportare in vita questa lavorazione ai nostri giorni, nel frattempo noi diffondiamo le informazioni che abbiamo per sensibilizzare il mondo! 💚

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